Intervista esclusiva ai due protagonisti della battaglia contro l'Inceneritore di Oliveto Citra

Discorso Presidente comitato No Inceneritore di Oliveto CitraSi conclude con un bilancio piuttosto positivo la manifestazione del 29 Settembre contro l’impianto di incenerimento di Oliveto Citra, organizzata dal comitato civico “no inceneritore”.

L’evento, che si è chiuso proprio dinanzi ai cancelli dell’impianto in costruzione, ha registrato una massiccia presenza della cittadinanza (più di 2000 manifestanti), delle istituzioni pubbliche e delle associazioni di categoria.

A dar supporto alla popolazione, erano presenti i sindaci di tutti i comuni limitrofi della Provincia di Salerno e dell’alta Irpinia oltre a enti del territorio come la Comunità montana Sele-Tanagro. A questi si sono aggiunte le Associazioni di categoria (Coldiretti e Confederazione Italiana Agricoltori) e in testa le organizzazioni internazionali come il WWF. Tutti insieme si sono uniti, ancora una volta, per ribadire la posizione della comunità della Vale del Sele nei confronti dell’impianto di incenerimento.

Ambiente Quotidiano è riuscito a raccogliere due delle più autorevoli voci della protesta: Francesco Senese – il cittadino che per primo ha sollevato dubbi sulla natura dell’impianto e l’ing. Nekita Senese – presidente del comitato No Inceneritore.

– Signor Franceso, quando ha notato delle anomalie nella struttura e cosa le ha destato sospetto in particolare?

Beh, prima di tutto sono stato insospettito dalla parte iniziale del camino. Era molto simile agli impianti destinati ai bruciatori industriali dei quali mi occupavo quando lavoravo alla ex “SCAI SUD for Nuclear Component” sempre nella stessa area industriale. Mi ha insospettito anche il rullo che sostiene il forno rotante. Era evidente che l’impianto fosse destinato a bruciare un’importante quantità di materiale.

– Quali sono state le risposte iniziali delle istituzioni al problema da lei sollevato?

Quando in una pubblica assemblea svoltasi precisamente il 7 giugno, l’Ing. Nekita Senese avanzò l’ipotesi circa la possibilità che quell’impianto fosse tra quelli sottoposti a procedura di rischio rilevante, con molta superficialità ci fu risposto che si trattava di “un innocuo impianto di biomasse” e di “nulla di pericoloso”. In una seconda assemblea il 5 luglio, io stesso evidenziai, documenti alla mano, che quell’impianto possedeva le autorizzazioni IPPC 5.1 e 5.3 per i rifiuti. Anche in quella occasione le mie osservazioni furono oggetto di scherno!

– Quali canali ha utilizzato per poter informare la cittadinanza di ciò che stava accadendo?

Quello della modernità. Mi sono servito soprattutto delle potenzialità offerte dai Social network (Facebook in particolare), dove la risposta è stata veramente fuori da ogni aspettativa. Basti pensare che ad oggi le vicende dell’inceneritore sono seguite da circa 5000 contatti nei vari gruppi.

 

Veniamo invece al presidente del comitato “no inceneritore” – l’ing. Nekita Senese.

– Presidente com’è nata l’idea di creare un comitato civico “no inceneritore” ?

L’idea è nata nel momento stesso in cui siamo venuti a conoscenza del fatto che si stava realizzando nel territorio di Oliveto Citra un impianto di incenerimento di rifiuti speciali che avrebbe sconvolto la vita della nostra valle. Il comitato civico, inoltre, ha rappresentato anche una risposta alla sottovalutazione del problema da parte della Pubblica Amministrazione. Abbiamo così deciso di convocare una pubblica assemblea durante la quale, dopo aver informato tutti i presenti, si è presa la decisione di costituire un comitato spontaneo per la difesa della salute dei cittadini della valle e dell’ambiente.

– Adesso che la VIA è stata annullata il comitato continuerà a vigilare sulla situazione? Quali azioni intende intraprendere?

Si, il comitato continuerà la sua azione d’informazione e di sensibilizzazione e intraprenderà qualsiasi azione sarà ritenuta opportuna.

– Crede che dopo questa esperienza la cittadinanza abbia acquisito maggior coscienza verso le politiche ambientali attuate nella Valle del Sele? Se si, crede che da questo si possano trarre dei vantaggi in favore di uno sviluppo sostenibile del territorio?

Sicuramente questo evento ha sensibilizzato molti cittadini della valle. I vantaggi si posso trarre solo se i cittadini vorranno continuare a vivere in questa valle.

 Vincenzo Trimarco 

Foto Reportage dela Manifestazione