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Green Jobs: ecco perché la svolta economica sarà green

green-economyLa svolta, in un momento storico di recessione e crisi globale dell’economia, della finanza e dello stesso ambiente,  potrebbe arrivare dalla green economy. Un settore dotato di enormi potenzialità, molte ancora inespresse, che richiede attenzione, ricerca e investimento. Gli sviluppi dell’economia verde coinvolgono l’intero sistema produttivo che diventa così fucina di nuove e interessanti figure professionali, dotate di competenze specifiche e altamente qualificate. Tutto il mondo del lavoro si sta plasmando a misura di un cambiamento epocale di cui si vede solo l’inizio e se ne intravedono le possibilità.

Proprio la ricchezza delle tipologie di green jobs dimostra che l’economia verde è più di un settore, è un modo per ripensare l’intero sistema produttivo e renderlo sostenibile ed eco-compatibile. Da un lato le merci cominciano ad essere riprogettate tenendo conto di un futuro riuso, includendo quindi nell’idea stessa del prodotto il suo riciclo. Dall’altra si afferma la tendenza al passaggio dalla categoria del possesso a quella del servizio e della condivisione, come sta avvenendo per il car sharing, che lentamente decolla. L’imperativo è migliorare la qualità della vita nelle aree urbane e la sostenibilità degli stili di vita attraverso una graduale diminuzione dei costi e dei rischi prodotti da un’economia che ha fatto della quantità e della incontrollabilità delle emissioni e dei materiali il suo marchio di fabbrica fino ad oggi.

Una riconversione integrale non può non riplasmare le professioni legate al mondo produttivo. Le energie verdi, secondo le stime del Consiglio europeo per l’energia rinnovabile, regaleranno all’Europa due milioni di posti di lavoro in più. In Italia, secondo le stime Istat, gli occupati diretti e indiretti di tutto il comparto della green economy (più indotto) sono 3.000.000, ma, in previsione di un incremento dei meccanismi intelligenti di gestione dell’energia nelle città e negli edifici, la cifra è destinata a lievitare in maniera consistente.

Dagli installatori ai progettisti, passando per gli avvocati ambientali ai tecnici degli impianti sostenibili, fino agli esperti di marketing, energy manager e comunicatori. I benefici occupazionali che ricadranno sull’Italia saranno legati in gran parte alla capacità di stimolare il dinamismo e la convergenza verso i nuovi sistemi ecologici delle piccole medie imprese di cui è ricco il nostro paese. Il primo passo sarebbe incrementare le agevolazioni fiscali per chi investe nell’energia pulita. Le prospettive indicate dal protocollo d’intesa Cgil, Cisl e Uil – Confindustria sulla promozione dell’efficienza energetica come opportunità di crescita per il paese sono comunque incoraggianti e dovrebbero portare un incremento dello +0,6% annuo del Pil. Sul piano delle professioni l’Ires (istituto di ricerche economiche e sociali) ne classifica ben 57 impiegabili nel settore, molte con una valenza trasversale, come il manager della programmazione ambientale che potrà poi specializzarsi in un campo ben delineato, che potrà essere l’eolico, il fotovoltaico o il biomasse, ad esempio.

Secondo Confartigianato in Italia nel 2011 sono 100.289 le imprese potenzialmente interessate dalle rinnovabili. Al primo posto le imprese di installazione di impianti elettrici, che saranno coinvolte nell’installazione di pannelli fotovoltaici (91.000 imprese). Seguono le aziende specializzate nella produzione di energia elettrica (5.337), poi troviamo quelle attive nella fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici a quota 25.559. Infine ci sono le imprese potenzialmente interessate dalla produzione di turbine eoliche. Il 30% di queste aziende è localizzato nel nord-ovest, il 29.6 % nel mezzogiorno, il il 19,9% nel Nord-est.

L’attenzione alla questione energetica che chiama le aziende a rinnovarsi e a diventare eco-compatibili, parallelamente alla trasformazione delle professioni “classiche”, si sta traducendo anche in una forte crescita di formazione specifica, che offra competenze e costruisca nuove figure in linea con i cambiamenti dell’economia.

Valentina Soria