Le discariche italiane sono ricche di potenziali combustibili inutilizzati

rifiuti combustibili ecoballe

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I vantaggi dei Combustibili solidi secondari (Css) prodotti dai rifiuti urbani (Ru)

Nomismaenergia in collaborazione con Aitec-Confindustria (Associazione italiana tecnico economica cemento) ha pubblicato una ricerca che sottolinea i vantaggi dei Combustibili solidi secondari (Css) prodotti dai rifiuti urbani (Ru) per  il settore industriale, in particolare per i cementifici.

Lo studio ha messo in luce che le nostre discariche sono ricche di potenziali combustibili, una miniera non utilizzata che fa arretrare il paese rispetto al resto d’Europa, con una perdita di circa 2,8 miliardi di euro. Stiamo parlando di un grande potenziale non sfruttato nelle ns. discariche che comporta danni sia dal punto di vista ambientale a causa del rilascio di anidride carbonica nell’aria, sia dal punto di vista economico dato che nel nostro paese viene importato più dell’80% del fabbisogno di energia.

Le teorie sono conte rmate dai dati: solo l’8% dell’energia necessaria per produrre cemento è stata ottenuta da combustibili alternativi, preferendo ai rifiuti i combustibili fossili non rinnovabili, d’importazione e soggetti all’alternanza dei prezzi del petrolio.

I combustibili alternativi utilizzati per le cementerie sono per l’80% Css formati da rifiuti urbani quali plastiche, gomme, pneumatici fuori uso e fanghi provenienti da depurazione di acque reflue. L’Italia è il primo paese produttore di cemento in Europa, subito seguita dalla Germania e se vogliamo fare un confronto tra la situazione italiana e quella di altri paesi europei, lo studio dimostra come, nel 2010, se in Italia l’utilizzo di combustibili alternativi nelle cementerie ha portato ad un risparmio di circa 260 mila tonnellate di combustibili fossili con 340 mila tonnellate di emissioni di Co2 evitate; in Germania, nello stesso anno,  il tasso di sostituzione dei combustibili era pari al 61%.

Come afferma lo studio le cementerie del bel Paese sarebbero già in grado di di raggiungere il 50% di sostituzione calorica media, come già successo in Germania, con un risparmio di 1,3 milioni di tonnellate di combustibili fossili e una diminuzione di emissioni di Co2 di 3,6 milioni di tonnellate annue. Le cementerie europee, grazie ad un tasso di sostituzione termica del 19%, hanno risparmiato già 5 milioni di tonnellate di combustibili fossili con una conseguente diminuzione di 8 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera.