Sul lago di Garda il primo ecohotel in legno certificato ARCA Platinum

ecohotel bonapace

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Il primo ecohotel italiano a raggiungere la prestigiosa certificazione ARCA Platinum, specifica per le eco-strutture in legno, è a Nago Torbole (TN)

L’Ecohotel Bonapace è costruito su una struttura portante in legno certificato e rivestito con isolanti provenienti da materiali di riciclo e vetri triplo bassoemissivi, è un edificio “Near Zero Energy”, ossia non consuma energia.

La certificazione ARCA nasce in Trentino proprio con lo scopo di premiare gli edifici in legno più ecologici, resistenti, durevoli, e salubri, ed allo stesso tempo racchiude delle vere e proprie linee guida per chi è interessato a progettare edifici 100% ecologici, poiché premia l’utilizzo di legno sostenibile (certificato FSC e PEFC), e di materiali riciclati e non tossici.

Le ragioni del conferimento della certificazione Arca Platinum, all’EcoHotel Bonapace, sono molteplici.

L’hotel è “Near Zero Energy”, ovvero non consuma energia, è costruito su una struttura portante in legno certificato (PEFC – Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes) ed è rivestito con isolanti realizzati con materiali di riciclo e vetri tripli basso emissivi. La struttura è anche molto sicura, perché antisismica e resistente al fuoco. Il legno, infatti, se lavorato propriamente offre una combustine inferiore ad altre pareti magari ricoperte di vernici infiammabili tossiche.

“Le strutture in legno certificate ARCA sono un sinonimo di garanzia per una qualità dell’abitare elevata e di valore dell’immobile”, spiega Nicola Carlin, responsabile della Certificazione ARCA. “L’EcoHotel Bonapace mostra come questa certificazione si estenda perfettamente anche al mondo dell’hôtellerie, garantendo un’esperienza di vero benessere”.

Dietro la progettazione dell’Ecohotel Bonapace tanta informatica ed esperienza ingegneristica, come ad esempio, la progettazione di un involucro termico ad altissime prestazioni, con coibenti continui e costanti che non permettono fughe di calore d’inverno e l’ingresso del caldo d’estate. Inoltre, grazie ad una centrale termica con impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore, e all’installazione di un impianto fotovoltaico da circa 10 kW, l’edificio è quasi indipendente dal punto di vista energetico. Quindi ridottissime emissioni di CO2.

L’innovativo sistema di ventilazione è però il cuore dell’edificio per garantire il riposo. L’impianto non serve solamente per controllare la temperatura delle stanze, ma anche per garantire una respirazione ben ossigenata, con un riciclo dell’aria che diminuisce la contaminazione di batteri e acari. Secondo studi nel NIH, l’Istituto di Sanità americano, infatti il miglioramento della qualità dell’aria indoor migliora il sonno ed il riposo.

L’hotel ha pensato fino all’ultimo dei dettagli. “Noi offriamo possibilità di fare la differenziata in camera, usiamo carta igienica che non viene dalla cellulosa degli alberi tagliati ma dal tetrapak riciclato”, spiega Arrigo Jacobitti, proprietario dell’Eco Hotel Bonapace. “I prodotti della colazione sono ovviamente bio, a Km-zero, a filiera corta e stagionali, e in buona parte fatti in casa. Queste sono le attenzioni che offriamo complementari alla eco-struttura. Non potevamo lasciare le cose a metà”.

La convenienza di progettare un hotel in legno seguendo la guida della certificazione ARCA ha benefici anche per il proprietario. “Non solo abbiamo clienti più soddisfatti, che tornato spesso, ma con consumi limitatissimi tagliamo anche le nostre spese ed aumentiamo i profitti”, continua Jacobitti.

“L’attenzione alla certificazione rilasciata da un ente terzo è più che mai alta oggi in Italia” afferma Carlin. “Questo perché essa è correttamente percepita come la garanzia finale di un processo virtuoso in cui il progetto e la realizzazione dell’opera rispettano le regole stabilite nel protocollo di certificazione. In termini di mercato il numero di domande di certificazione è decisamente aumentato al pari della sensibilità di progettisti, imprese e soprattutto committenti nei confronti della qualità e sostenibilità delle costruzioni. È fondamentale, però, che il meccanismo di certificazione sia trasparente, equo, serio e oggettivo”