Trivelle nello Jonio: cresce la protesta

NO TRIV IONIO 4“L’azione di protesta messa in campo da Rocco Leone non può e non deve essere sottovalutata. Lo sciopero della fame del Sindaco di Policoro è lo strumento per dare voce a chi è stato messo alla fame dall’ottusità della classe politica che governa oggi l’Italia.

Non solo solidarietà e sostegno ma ribadiamo che l’Ugl è pronta a sostenere la lotta del primo cittadino policorese affermando il nostro no alle compagnie petrolifere che vogliono saccheggiare il territorio della costa ionica e lottando contro un Governo sordo e arrogante che non pensa al bene degli Italiani bensì al bene ed agli interessi generati dalle società petrolifere”.

Lo dichiara il responsabile provinciale dell’Ugl Matera Pino Giordano per il quale, “invitiamo tutti i sindaci della provincia di Matera a non sottovalutare l’azione messa in campo da Leone ma ad assumere posizioni secche e chiare su tale argomento indifferentemente dalla collocazione politica. Trivellare il mar Jonio da parte di compagnie petrolifere interessate all’‘oro nero’ di cui sarebbero ricchi i nostri fondali vorrà significare che non avremo mai più  un’opportunità di sviluppo economico del Metapontino là dove oggi deve coniugarsi con la difesa e la tutela dell’ambiente.

Il petrolio dello Ionio non è nero, è azzurro come il nostro mare, verde come i nostri prati e si chiama turismo senza del quale non c’è lavoro. Diciamo, perciò, un no netto e deciso alla scellerato disegno di portare le trivelle delle multinazionali del petrolio nel nostro mare. Sarà democratica la battaglia dell’Ugl – continua Giordano – con l’obiettivo di bloccare qualsiasi pur lontana avanzata di trivelle e di cercatori dell’oro nero e, per difendere il mare di casa nostra da un nuovo e invasivo attacco. Non solo Policoro ma, tutto il Metapontino  rappresenta per la nostra comunità valori identitari una straordinaria risorsa ambientale ed un importante strumento per la valorizzazione della nostra economia. Il mare rappresenta per noi un serbatoio di vita ed insieme una importantissima risorsa in grado di produrre benessere per la nostra comunità. Non è pensabile che – prosegue il segretario Ugl – si possa ulteriormente gravare la nostra terra di un peso che non può e non deve sostenere avendo già pagato un tributo decisivo allo sviluppo dell’intera economia nazionale. Non si crea lavoro per decreto, non si crea lavoro continuando a bucare e dissanguando la Basilicata ma, solo tornando ad investire nelle infrastrutture materiali e immateriali di cui la Regione ha assoluta necessità continua. Siamo parte integrante ed è nostra l’ira suscitata del popolo lucano per via della questione legata alla vicenda petrolio. E’ giunta l’ora di finirla seriamente, la scelta del Governo di avocare a se ogni atto decisionale per le nuove ricerche ed estrazioni petrolifere rappresenta un duro colpo ed un’ennesima presa in giro per un territorio ormai alla disperazione. Invitiamo Renzi a smetterla di giocare nel provare a curare la crisi con le chiacchiere, l’effetto placebo, forse buono per lui se fosse in un periodo elettorale, sta’ rischiando di chiamare i cittadini alla mobilitazione popolare contro il Governo. Il popolo lucano è pronto per una ‘Scanzano 2’ – conclude il segretario Ugl, Giordano -, facciamo fronte comune politico e sindacale poiché piace ricordare al Governo che il nostro mare è la culla delle civiltà, la storia millenaria che narrano le nostre acque ci insegna che da qui è passata la civilizzazione che ha reso il mondo grande, da qui sono passati un crocevia di uomini ed idee che hanno concorso alla creazione dell’Europa. Ci opporremmo e non permetteremo a nessuno di deturpare il nostro mare concedendolo alle società petrolifere, sarebbe come rendere disponibile ai writers il Colosseo di Roma, come montare un ripetitore sulla Torre di Pisa”.