Canapa: raddoppiate le coltivazioni in Italia. Nuovi mercati per un prodotto sostenibile

canapa

L’Italia è stato il primo paese produttore di canapa al mondo sino agli Anni ’40, coltura poi progressivamente abbandonata a causa delle leggi proibizionistiche americane.

Negli ultimi due anni però, si è assistito al raddoppio della superficie coltivata con canapa – passata da  1.000 a oltre 2500 ettari – prospettando per l’Italia trend positivi per la sostenibilità e per l’industria edile, tessile e automobilistica.

Dopo decenni di totale abbandono la canapa ritorna nei mercati italiani, a dichiararlo è Beppe Croce, responsabile del Settore Agricoltura di Legambiente, e presidente della neonata Federcanapa, anticipa i contenuti del seminario “Nuove prospettive per lo sviluppo della canapa italiana” che si terrà  nell’ambito di BioEnergy Italy (20-22 aprile 2016).

Fino agli anni ’40 l’Italia era il primo produttore mondiale di canapa, poi la concorrenza del cotone e delle fibre sintetiche, ma soprattutto le leggi proibizionistiche americane ne hanno di fatto decretato la fine. Da qualche tempo, stiamo assistendo a un’inversione di tendenza che apre uno scenario popolato da numerose opportunità sia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale che la redditività degli agricoltori”.

Alla prossima edizione di BioEnergy Italy (CremonaFiere 20-22 aprile 2016) è in programma per giovedì 21 aprile alle ore 15 un seminario dedicato alle “Nuove prospettive per lo sviluppo della canapa italiana”. All’evento, tra gli altri, parteciperà anche Luis Farmento, Responsabile dell’associazione europea della Canapa, che sarà chiamato a illustrare le attività in corso e i programmi futuri di questo interessante comparto produttivo a livello europeo.

La canapa è una coltura coltivata in qualsiasi contesto climatico, dalla Siberia all’India.

Il seme viene coltivato per la riproduzione, la fibra è lavorata per produrre tessuti destinati all’arredamento, ma anche carta, tele per quadri, vele per imbarcazioni; il canapulo, che è la parte lignocellulosica della pianta, è impiegato invece in bioedilizia.

La canapa viene utilizzata anche nell’industria automobilistica, infatti le fibre di canapa unite al carbonio rappresentano una nuova tecnologia per la costruzione del telaio delle autovetture rese così più leggere, (ridotto il peso del 40%) e più resistenti (30% rispetto alle normali carrozzerie). Si può trovare la canapa in auto prodotte da Audi, BMW, Ford, GM, Chrysler, Mercedes, Lotus e Honda, tra gli altri. Auto elettriche come la BMW i3 fanno molto affidamento su questo materiale col quale sono realizzate le portiere che risultano più leggere del 10% rispetto a quelle realizzate con materiali tradizionali.

La canapa è inoltre amica dell’ambiente e rispetta in pieno il principio della sostenibilità. I materiali di scarto, una volta terminato il ciclo-vita, potrebbero essere utilizzati per produrre energia senza inquinare, ad esempio incenerendoli, senza lasciare residui. (fonte www.canapaindustriale.it). È ottima nella rotazione colturale soprattutto con i cereali perché ha radici profonde nel terreno capaci di favorire la pulizia e il contrasto alle erbe infestanti, favorendo la riduzione di prodotti chimici come gli agrofarmaci e fertilizzanti. L’indice di redditività è un fattore da non sottovalutare e ad oggi le quotazioni si aggirano intorno a quelle del mais (170-175euro/t.).