In Campidoglio il punto sul riciclo, l’economia circolare e il futuro degli imballaggi in cartone ondulato
Carta e cartone si confermano asset strategici della transizione ecologica italiana. È quanto emerso dal convegno “Il ruolo chiave di carta e cartone nella transizione ecologica italiana”, che si è svolto a Roma, in Campidoglio, riunendo istituzioni e operatori industriali per discutere di riciclo, sostenibilità ed economia circolare, con un focus particolare sugli imballaggi in cartone ondulato.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Scatolifici con il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, ha preso le mosse dai risultati di una ricerca Ipsos Doxa che fotografa lo stato di salute e le prospettive di un comparto in forte evoluzione, trainato dall’e-commerce e da modelli di consumo sempre più attenti all’impatto ambientale.
L’Italia, non a caso, è oggi il secondo produttore europeo di cartone ondulato, subito dopo la Germania. Un primato che poggia su un settore industriale solido e su numeri importanti: nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, superando con largo anticipo gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030.
Roma e il peso della raccolta di carta e cartone
Nel corso del confronto è emerso anche il ruolo crescente delle grandi città. Roma, in particolare, si distingue per i quantitativi raccolti: nel 2024 nell’area metropolitana sono state superate le 258 mila tonnellate di carta e cartone, un dato che da solo supera la somma delle altre cinque città metropolitane italiane.
Secondo i dati provvisori relativi al 2025, nella sola Capitale oltre 255 mila tonnellate di carta e cartone sono state avviate a trattamento, pari a circa un terzo dell’intera raccolta differenziata cittadina. Risultati che confermano un trend positivo, frutto del miglioramento dei servizi di raccolta e di una maggiore consapevolezza dei cittadini, anche se restano ampi margini di crescita, soprattutto sul fronte della qualità del conferimento.
Consumatori e imprese spingono il cartone ondulato
La ricerca Ipsos Doxa evidenzia come il cartone ondulato sia ormai un materiale familiare per la maggioranza degli italiani. Otto consumatori su dieci ne conoscono caratteristiche e funzioni, mentre oltre la metà dichiara di entrarci frequentemente in contatto, soprattutto a causa degli acquisti online. Cresce anche il riutilizzo delle scatole, impiegate per lo stoccaggio domestico, le spedizioni personali e il mercato del second hand.
Sul versante delle imprese, la soddisfazione per gli imballaggi in cartone ondulato è elevata in tutti i settori analizzati, dal food all’arredamento, dall’abbigliamento all’elettronica. Oltre la metà delle aziende ha aumentato gli acquisti nell’ultimo anno e molte hanno sostituito materiali più impattanti, come plastiche e polistirolo, con soluzioni in cartone. Sempre più centrale anche la richiesta di imballaggi personalizzati, progettati su misura e con un’attenzione crescente alla riduzione dell’over-packaging.
Un settore solido, ma tra competizione e innovazione
Dal punto di vista produttivo, gli scatolifici italiani si confermano un comparto fortemente radicato nel tessuto delle piccole e medie imprese. La pressione competitiva sui prezzi, la difficoltà nel reperire personale qualificato e il confronto con grandi operatori internazionali rappresentano le principali criticità, mentre l’innovazione si concentra su efficienza, leggerezza e sostenibilità dei materiali.
Il confronto in Campidoglio ha messo in luce la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra industria e istituzioni, per sostenere un settore che non solo contribuisce in modo concreto alla riduzione dei rifiuti e delle emissioni, ma rappresenta anche un presidio industriale, economico e occupazionale per il Paese.

