Energia pulita dagli scarti dei distillati di vinacce

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vinacceIn vino energīa. È la rivoluzione messa in atto dall’azienda novarese Torraccia del Piantavigna e dalla Distilleria Francoli che, con un potente forno progettato per bruciare sostanze molto diverse tra loro, produrrà 1 MW di energia l’ora.

Materiali vegetali destinati ad essere buttati via come la vinaccia, il legno di potatura dei vigneti, la lolla del riso e l’erba tagliata diventeranno il biocarburante necessario ad alimentare l’innovativo forno messo a punto dalla distilleria Francoli con un finanziamento di 6 milioni di euro. I materiali di scarto della produzione di vini e distillati avranno quindi una seconda vita e consentiranno di produrre 1 megawattora di energia di cui il 10% sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico aziendale.

Il calore del forno, infatti, porterà ad ebollizione l’acqua contenuta in una caldaia ed il vapore prodotto attiverà una turbina che, attraverso il movimento, produrrà energia elettrica. I sottoprodotti del processo saranno l’acqua calda di raffreddamento e le ceneri: la prima verrà recuperata per il riscaldamento di serre e allevamenti di pesce mentre le ceneri derivanti dalla combustione di materiale vegetale, diventeranno compost destinato ad un’azienda di concimi.

E le emissioni di CO2? I fumi generati dal processo di combustione saranno recuperati grazie ad un sistema di riutilizzo che li immetterà in serre per la coltura di ortaggi con concimazione carbonica, ovvero costituendo ambienti ricchi di CO2 che costringono le piante ad accelerare la fotosintesi clorofilliana.

L’impianto è stato messo a disposizione anche delle altre cantine del territorio, che verranno retribuite in base alla quantità di materiale fornito e sarà fruibile anche dalle amministrazioni comunali per lo smaltimento del materiale proveniente dalla manutenzione di boschi e aiuole.