Copernicus lancia l’allarme clima: il 2025 tra gli anni più caldi, serve un cambio di passo

ISPRA richiama imprese e istituzioni: dalla crisi climatica può nascere un’opportunità di sviluppo sostenibile

I dati del servizio di monitoraggio climatico Copernicus non lasciano spazio a interpretazioni rassicuranti. Il 2025 si colloca come il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media superiore di 1,47 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Un segnale chiaro, che conferma come il riscaldamento globale non sia più una minaccia futura ma una realtà con cui fare i conti ora.

A commentare il quadro tracciato dal bollettino annuale è Maria Siclari, Direttore generale di ISPRA, che parla apertamente di un campanello d’allarme da non ignorare. Le crisi climatiche in atto dimostrano, secondo l’Istituto, che il tempo per interventi graduali è scaduto e che servono azioni mirate e incisive per ridurre le emissioni di gas serra, tutelare gli ecosistemi e rafforzare il percorso di transizione energetica.

Clima, ambiente e salute: un equilibrio sempre più fragile

L’aumento delle temperature non è solo una questione ambientale. La destabilizzazione climatica, sottolinea Siclari, ha ricadute dirette sui territori e sulle persone, mettendo sotto pressione un equilibrio delicato che sostiene anche lo sviluppo economico e sociale. Quando l’ambiente si deteriora, ne risentono la qualità della vita, la salute umana e la capacità dei sistemi produttivi di adattarsi.

In questo scenario, la tutela dell’ambiente viene definita come un valore non negoziabile. Ignorare i segnali che arrivano dalla scienza significa rischiare di compromettere le basi stesse dello sviluppo futuro.

Economia circolare e innovazione come leva di rilancio

Per ISPRA la risposta alla crisi climatica passa da un deciso cambio di passo nella gestione del territorio e delle risorse. Un ruolo centrale è affidato alla diffusione delle innovazioni e a una solida cultura ambientale, elementi indispensabili per accompagnare il Paese verso un modello di sviluppo più sostenibile.

In collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Istituto sostiene i principi dell’economia circolare, considerata un punto di ripartenza strategico per:

  • ridurre la pressione sulle risorse naturali,
  • favorire modelli produttivi più efficienti,
  • creare nuove opportunità per le imprese,
  • coniugare crescita economica e tutela ambientale.

La sfida climatica, dunque, può trasformarsi in un’occasione di crescita sostenibile se affrontata con responsabilità e visione di lungo periodo. Un impegno che, come ricorda ISPRA, riguarda istituzioni, imprese e cittadini, nell’ottica di consegnare alle prossime generazioni un mondo sano e vivibile.