Energia da avanzi di cibo: in Italia, milioni di mc di biogas inutilizzati

spreco cibo spazzatura

Ci siamo mai accorti di quanto cibo avanza ogni giorno sulle nostre tavole e di quanti scarti organici sono prodotti al termine della filiera?

Tali scarti possono rappresentare una potenziale fonte energetica utile nella produzione di biogas a seguito di digestione anaerobica, consentendo anche ai ristoratori di abbattere i costi derivanti dal pagamento della tassa sui rifiuti. Ciò è definito dal Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012 – Tabella 1A – sulla promozione delle fonti rinnovabili elettriche, il quale riconosce un ruolo primario ai sottoprodotti di origine agricola o forestale per la produzione di energia rinnovabile.

Eppure gli avanzi delle nostre cucine attualmente rientrano ancora nella definizione di “rifiuti biodegradabili”, nonostante sia chiaro il loro valore energetico nella produzione di biogas, e quindi sono indirizzati ad un sistema di raccolta e smaltimento caratteristico dei singoli comuni. In Italia, i gestori degli impianti a biogas insieme alla Fiper (Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili), stanno sollecitando il Ministero dell’Ambiente affinché venga realizzato il Decreto Attuativo relativo alla caratterizzazione dei sottoprodotti da impiegare ai fini energetici, seguendo le orme dell’impianto di biogas a Pontresina in Svizzera. Esso è un esempio di impianto che opera nei comuni di Pontresina e S. Moritz utilizzando gli scarti alimentari dei ristoranti, catering ed alberghi, ottimizzando e valorizzando le risorse del territorio.

I dati forniti dall’Università degli Studi di Milano a seguito del progetto Bioregione rivelano, a titolo esemplificativo, che sull’intero territorio lombardo si potrebbero avere quasi circa 20.000 t/anno di rifiuto organico derivante dalla sola ristorazione scolastica, a cui corrisponde 1- 2 milioni di m3di biogas producibili in un anno, ovvero circa 5/10 milioni di kWh di energia primaria.

Si tratta di una filiera di enorme interesse già avviata su micro scala, ma che se studiata in maniera approfondita può generare importati effetti positivi per l’economia del nostro Paese e per la salvaguardia dell’ambiente.